Native Advertising: cos’è e come sfruttarlo al meglio

Agosto 25, 2020by Staff LetMeCopy0
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Chi fa marketing online è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per portare traffico sulle sue landing page e per vendere i suoi prodotti. Chiaramente Facebook e Google rimangono i canali numero uno in circolazione, sia per flessibilità che per tracciamento dei risultati e popolarità.

Esiste, però, uno strumento ancora molto sottovalutato in Italia che permette di raggiungere tante persone ad un costo molto basso, evitando anche alcuni problemi tipici delle inserzioni su Facebook e Google. Si tratta del native advertising e sarà al centro della nostra guida di oggi. Nelle prossime righe scoprirai cosa sia, perché usarlo e in che modo strutturare una campagna vincente con le native ads.

Cos’è il native advertising?

Il native advertising è un tipo di pubblicità che si mescola molto bene con i contenuti del sito in cui si trova, al punto che è molto difficile riconoscerlo come un contenuto sponsorizzato. Anche se questo termine indica varie tipologie di formati pubblicitari, uno in particolare è diventato estremamente famoso. Si tratta degli “articoli sponsorizzati” che troviamo in calce alle testate giornalistiche.

Il native advertising ci permette di acquistare degli spazi pubblicitari dove normalmente gli utenti trovano gli articoli correlati a quello che stanno leggendo. Il piazzamento non è invasivo, ma allo stesso tempo è molto visibile e permette di ottenere un CTR piuttosto elevato se si lavora bene con il copy.

Una volta che l’utente clicca su un articolo sponsorizzato a pagamento, viene portato sulla landing page dell’inserzionista. Qui si potrà poi procedere con un lavoro di persuasione, in modo da portare gradualmente l’utente alla conversione; funziona bene soprattutto per i prodotti che hanno un funnel molto corto e permettono la vendita diretta subito dopo la lettura della landing.

Per i funnel più lunghi, ad esempio quelli che includono lead generation e lead magnet, con un processo di educazione del cliente graduale nel tempo, questa forma di promozione è un po’meno efficiente.

Esempi di prodotti che possono essere venduti facilmente tramite il native advertising sono:

  • Prodotti fisici sotto i 100€
  • Libri e ebook
  • Piccoli corsi sotto i 50€
  • Pubblicità

Il quarto punto potrebbe lasciarti perplesso, ma spesso è proprio così. Acquistare click tramite native advertising costa così poco che molti advertiser riescono a fare un arbitraggio: comprano traffico native, lo portano su una pagina che contiene altre pubblicità, lucrando poi sulla differenza tra quanto pagano e a quanto vendono il traffico.

Perché fare native advertising

Il native advertising ha diversi vantaggi rispetto a Facebook Ads o a Google Ads. Due, in particolare, sono i punti di forza che emergono subito:

  • Il traffico costa molto poco: anche 0,02€ o 0,03€ per click sono un’offerta sufficiente a guadagnarsi il posizionamento su siti molto autorevoli
  • Gli utenti trovano le inserzioni sul sito di grandi testate giornalistiche di cui si fidano, come i quotidiani o le riviste di settore
  • Si riescono a intercettare degli utenti che magari non sono iscritti a Facebook o Instagram: specialmente in Italia non sono pochi
  • Al contrario di quanto avviene su Facebook e Google, la manica è piuttosto larga. Si può promuovere qualunque cosa (legale) con un rischio minimo di ban.

Sul terzo punto, in realtà, bisognerebbe essere più precisi. Alcuni network di native advertising, come Outbrain, sono molto selettivi; altri, come Taboola, offrono maggiore elasticità agli advertiser.

Allo stesso tempo, però, ci sono anche degli svantaggi:

  • Le opzioni di targeting sono piuttosto approssimative, per cui le inserzioni vengono disperse presso un pubblico che non sempre è in target
  • Per lanciare una campagna non si può usare un’interfaccia comoda come quella di Facebook Ads o Google Ads, ma bisogna fare un briefing con le persone che lavorano presso il network di native ads
  • C’è un budget minimo giornaliero per essere accettati come advertiser
  • Il processo di approvazione e di lancio delle campagne è più lungo
  • Non si possono utilizzare i video come creatività né i caroselli

Come sempre non esiste un canale di traffico “migliore” e uno “peggiore”. Ogni canale di traffico ha le sue regole, le sue best practice e un certo tipo di prodotti che vende meglio. Il native advertising è sicuramente una forma di advertising particolare, ma non si può dire che sia migliore o peggiore di altre forme di promozione.

Come si crea una campagna di native advertising di successo?

Per creare una campagna di native advertising di successo, il primo step è quello di attivarsi per trovare un prodotto adatto. Se vuoi promuovere qualcosa che non ha un prezzo contenuto e che non può essere venduto a freddo dopo la lettura della landing page, sappilo, parti svantaggiato.

Il secondo passaggio è quello di lavorare sul copy. Devi essere davvero bravo, a partire dalla landing page.

Le landing che funzionano meglio per promuovere offerte tramite native ads simulano degli articoli di giornale. Possono essere storie o interviste; in generale, comunque, rientriamo nel campo dello storytelling marketing e degli advertorial. Devi essere molto bravo a suscitare emozioni nel lettore e ad accompagnarlo step-by-step all’acquisto del prodotto, senza che il tutto sembri esplicitamente una pubblicità.

Il mio consiglio è quello di non scrivere landing per il native advertising a meno che tu non conosca molto bene le tecniche di scrittura persuasiva. Chiaramente, se hai bisogno di una mano, puoi chiedere al nostro team: siamo la prima redazione in Italia specializzata in copy persuasivo e performance marketing; tutti i giorni ci occupiamo di aiutare i nostri clienti ad avere il copy perfetto per massimizzare il ROI delle loro campagne.

Il secondo step è quello di lavorare sulla creatività della tua inserzione: usa una foto e un titolo che catturino davvero molto l’attenzione dell’utente; tutto il carosello di articoli sponsorizzati è fatto di persone che competono per un click, quindi devi essere concentrato al 100% per creare qualcosa che risalti più dei tuoi concorrenti. Assicurati di avere almeno 5 creatività diverse da testare.

L’ultimo step è quello di contattare il network di native advertising, concordare la strategia e avviare la promozione: se hai fatto tutto nel modo giusto, i risultati arriveranno.

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