KPI dell'Email Marketing: quale monitorare? - LetMeCopy

8 Marzo, 2020by Staff LetMeCopy0

Ogni azione che fai nelle tue campagne di email marketing produce dati. Non solo. Ogni azione compiuta da chi riceve quelle email produce dati: click, aperture, conversioni, letture, fatturato. Non solo. Questi dati cambiano nel corso del tempo, in base a come acquisisci i contatti via email e a come strutturi le tue campagne.

Hai già capito dove voglio arrivare. Per fare email marketing nel modo più efficace devi avere una buona capacità di muoverti in mezzo agli indicatori di performance, che potremmo anche chiamare statistiche, ma per darci un tono moderno e anglofono chiameremo KPI.

Scherzo. Le chiameremo KPI perché si fa prima a scriverlo. Ma torniamo a noi.

I numeri prodotti dalle nostre email sono tanti, quindi è facile fare confusione. Se prendi in considerazione pochi dati, non arrivi a delle conclusioni efficaci. Se ne prendi in considerazione troppi, fai confusione e inizi a scrivere equazioni matematiche che non si traducono in strategie vere e proprie.

Morale della favola: devi sapere dove e cosa guardare. Ed è proprio quello di cui parleremo oggi.

Le 4 metriche che contano nell’email marketing

Quali sono le KPI che davvero ti aiutano a capire dove stai sbagliando e cosa puoi migliorare nelle tue campagne email? Ho preparato un elenco con una spiegazione. Tutto molto pratico, come sempre.

1. Tasso di apertura

Il tasso di apertura misura la percentuale di persone che aprono una email.

Se le persone non aprono le tue email è un problema, non ci vuole molto a capirlo. I problemi principali che ti possono portare ad un tasso di apertura basso sono:

  • Oggetto della mail poco appetibile ed interessante;
  • Qualità dei lead troppo bassa, per cui le persone non sono realmente interessate a ricevere quello che offri;
  • I contenuti delle tue email non sono di qualità, quindi le persone tendono a smettere di leggerle nel corso del tempo;
  • Le persone ti stanno lasciando un indirizzo email che non è l’indirizzo email principale su cui ricevono le mail più importanti;
  • Le tue mail finiscono direttamente nella casella spam senza passare dal via.

Purtroppo senza conoscere il tuo caso singolo non posso dirti quale di questi sia effettivamente il tassello su cui devi agire da subito. Però ricordati che puoi delegare questo lavoro a Letmecopy per ottenere una consulenza efficace sulle strategie di email marketing e sulle mail che convertono davvero.

2. CTR (Click-Through Rate)

Il CTR misura la percentuale di persone che, dopo aver aperto la mail, cliccano sui link all’interno. Possono essere link testuali, link sui pulsanti, link nelle immagini, l’importante è che siano diretti verso qualcosa che vuoi effettivamente mostrare ai tuoi utenti.

Supponiamo per ipotesi che tu voglia effettivamente fare soldi con le tue attività di email marketing, non soltanto far vedere le tue foto delle vacanze a migliaia di potenziali clienti.

Per farlo devi fare in modo che queste persone visitino una pagina di vendita, guardino i contenuti informativi di un funnel o prenotino un appuntamento presso la tua sede. Sai cosa hanno in comune tutte queste cose? Richiedono che un utente clicchi su un link dopo avere aperto la mail.

Se il tuo CTR è basso, considera queste idee:

  • Migliora la qualità dei tuoi contenuti e soprattutto del tuo copywriting;
  • Aumenta l‘efficacia dei call to action all’interno della mail, cioè di quelle frasi che invitano l’utente a cliccare da qualche parte;
  • Posiziona più call to action all’interno della tua email;
  • Controlla che i link vengano effettivamente tracciati dal tuo autorisponditore. Non si sa mai…

3. Tasso di conversione

Il tasso di conversione è la percentuale di persone che, dopo aver aperto la tua mail, compra qualcosa da te (o fa l’azione ultima che volevi che facesse).

Anche qui torniamo sul pezzo con il solito discorso: l’email marketing serve per vendere. Quindi il parametro delle conversioni è davvero molto importante, puoi ben immaginarlo.

Se il tasso di conversione è basso i problemi possono essere:

  • Una landing page poco efficace (puoi farci un fischio per sistemare)
  • Un prodotto poco coerente con la tua email, oppure un prodotto poco appetibile in generale;
  • La mancanza di un processo formativo che porti davvero il tuo cliente a volere acquistare il prodotto.

4. Tasso di disiscrizione

Disiscrizione non è ancora un termine propriamente italiano. Ma rende molto bene l’idea.

Il tasso di disiscrizione è la percentuale di persone che, dopo aver aperto la tua mail, scelgono di bloccare gli invii e di non ricevere più le tue comunicazioni.

L’equivalente nell’email marketing di “Non ti amo più, scusami, è finita“. Questo è un parametro che genera un pochino di panico alle volte, proprio perché forse rimanda all’idea di essere abbandonati.

Eppure ti dirò una cosa importante: un piccolo tasso di disiscrizione è del tutto naturale, anzi, è quasi importante averlo. Significa che le persone non in target con i tuoi contenuti stanno riconoscendo il fatto di essere fuori luogo, scegliendo di restare fuori dalla tua comunicazione.

Ovviamente non deve nemmeno essere un tasso troppo alto, altrimenti vuol dire che ci sono dei problemi alla base della tua strategia. Questi potrebbero essere:

  • Contenuti molto scadenti
  • Troppe email, troppo ravvicinate
  • Poca coerenza tra le email

Come trasformare i dati in strategie

Una volta che hai identificato un parametro su cui pensi di poter migliorare, scorri i suggerimenti che trovi in questa guida. Ci sono degli aspetti che stai tralasciando, oppure a cui ti sei dedicato poco? Uno per uno, fai dei test su tutti gli spunti che abbiamo elencato.

Una volta fatto un test, segna la variazione del risultato e costruisci in questo modo un percorso di miglioramenti incrementali. Migliorare gradualmente è la chiave. Non fare test su aspetti diversi allo stesso tempo, altrimenti non sarai in grado di risalire esattamente a cosa abbia portato dei miglioramenti.

L’email marketing è un processo di apprendimento continuo, basato direttamente sul metodo scientifico: fai un ipotesi, sperimenta, segna il risultato e scopri se l’ipotesi era corretta. Ancora e ancora, ad ogni email inviata. Se questa filosofia entrerà a far parte della tua strategia, arriverai a sfruttare a pieno la tua mailing list.

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