Guida Facebook Ads, come creare una campagna perfetta!

Luglio 7, 2020by Staff LetMeCopy0
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Una strategia di marketing vincente, oggi, non può fare a meno dell’advertising su Facebook.

Il re dei social network, fondato dall’iconico Mark Zuckerberg, conta ormai 35 milioni di utenti in Italia. In mezzo a loro, ovviamente, ci sono anche i clienti attuali e potenziali della tua azienda.

Per raggiungere queste persone non basta avere una pagina e pubblicare contenuti interessanti: fare pubblicità è essenziale per finire di fronte alle persone realmente interessate ai nostri prodotti e servizi.

D’altronde un utente medio passa 36 minuti al giorno su Facebook, ed in questi 36 minuti non c’è spazio per i post di tutti i suoi amici e di tutte le sue pagine seguite.

In media, oggi, una pagina aziendale raggiunge tramite visibilità organica (quella che si ottiene senza inserzioni) appena il 6,5% delle persone che le hanno messo “mi piace”.

Attenzione: è una media in cui rientrano anche i post sul Fantacalcio e le foto di gattini. Ed è dura competere con Fantacalcio e gattini, fin dagli albori di internet.

Per nostra fortuna, con Facebook Ads possiamo ovviare a questo problema e sfruttare ottima visibilità a basso costo. Come? Ebbene, qui lo scoprirai!

Cos’è Facebook Ads e a cosa serve

Facebook Ads è lo strumento creato da Facebook per creare e gestire campagne pubblicitarie. Queste possono essere veicolate su Facebook e Instagram, ma anche su altri siti web che noleggiano degli spazi pubblicitari a Facebook.

Pressoché tutto il fatturato di Facebook dipende dalle inserzioni, che ormai sono diventate uno degli strumenti preferiti dai marketer di tutto il mondo.

Usando bene Facebook Ads, puoi assicurare alla tua azienda una fonte stabile di nuovi contatti e clienti.

Rispetto alle pubblicità tradizionali, come televisione e radio, Facebook ti offre la possibilità di scegliere con molta cura le persone a cui mostrare le tue inserzioni; inoltre è facile monitorare i risultati ed il ritorno sull’investimento.

Le potenzialità sono enormi, ma ci sono anche parecchi tecnicismi e strategie da conoscere. In questa guida ti apriremo i cancelli di questo know-how, maturato con centinaia di migliaia di euro investiti in Facebook Advertising per conto nostro e dei nostri clienti.

Quando e perché iniziare a fare pubblicità su Facebook

Prima di fare pubblicità su Facebook, dovresti assicurarti di avere:

  • Una pagina aziendale su Facebook, e magari un profilo Instagram aziendale. Entrambi dovrebbero avere tutte le tue informazioni di contatto, un buon livello di aggiornamento e delle immagini curate;
  • Un sito internet veloce e funzionale, che ti aiuterà ad ospitare la “landing page” (ci arriviamo tra un attimo) e a presentare la tua azienda in maniera vincente;
  • Un’idea abbastanza precisa del processo di acquisto dei tuoi clienti: preferiscono parlare con un commerciale o passare subito all’acquisto? Di che informazioni hanno bisogno per convincersi a comprare? Quali sono le principali fonti di diffidenza che possono bloccarli dall’esprimere interesse?

Una volta che questi tre punti non sono più un problema, è tempo di cominciare a fare campagne su Facebook.

Il motivo per cui non dovresti farti sfuggire questo strumento è molto semplice: è uno dei modi in assoluto più efficaci per far conoscere la tua azienda; ma soprattutto, è uno dei mezzi migliori per avere un ritorno positivo sulla pubblicità.

Il ritorno sulla pubblicità (ROAS, return on advertising spend, se vogliamo essere sofisticati) è il rapporto tra soldi investiti in advertising e ricavi conseguiti.

In futuro le cose potrebbero prendere una piega diversa, ma nel medio termine le campagne pubblicitarie su Facebook e Instagram rimarranno uno strumento eccezionale dal punto di vista del ROAS.

Come creare una nuova campagna e come sono strutturate le campagne su Facebook Ads

Se vuoi avere il pieno controllo della tua pubblicità su Facebook, la prima cosa da fare è aprire un Business Manager.

Comunemente chiamato “BM”, è un profilo dal quale potrai gestire tutte le tue attività e le relative campagne pubblicitarie. Per aprirne uno devi semplicemente andare su business.facebook.com, registrarti e collegare l’account al tuo profilo.

Schermata Business Manager

Una volta che il tuo Business Manager è pronto, potrai creare un BM per ogni attività di cui gestisci la pagina Facebook.

Attenzione: per poter fare tutto questo procedimento da solo, devi essere amministratore della tua pagina aziendale. Qualunque altro ruolo richiede l’autorizzazione di un admin.

Informazioni sulla tua azienda

Una volta creato il tuo Business Manager sei pronto per creare la tua prima campag… ah no, aspetta.

Le tasse!

Visto che i costi pubblicitari si scaricano, meglio indicare a Facebook gli estremi di intestazione delle fatture. In un modo piuttosto comodo, Facebook te le raccoglierà strada facendo in un’unica sezione “Pagamenti“.

Per indicare a Facebook la tua ragione sociale, l’indirizzo e via discorrendo, apri il tuo Business Manager e clicca su Business Settings dal menu in alto.

Impostazioni Business Manager

Per trovare il resoconto di tutti i tuoi pagamenti a Facebook e le fatture, invece, dovrai cliccare su Billing.

Schermata Fatture Business Manager

Cenni fondamentali salva-inesperti sulle campagne Facebook

Ora che hai messo a posto la questione fiscale, non correre ancora a creare la tua prima campagna pubblicitaria.

Se non sai com’è strutturata una campagna di Facebook Ads, rischi di non capirci assolutamente nulla. Una stima attendibile di questo rischio è del 99%. Molto spesso mi è capitato di vedere giovani avventurieri fallire, perchè non conoscevano le basi della pubblicità di Facebook.

La pubblicità su Facebook è strutturata come una piramide: al vertice c’è la campagna, poi ci sono gli ad set, poi ci sono gli annunci.

  • La campagna è un insieme di ad set. Tipicamente, una campagna dura a lungo anche se gli ad set al suo interno vengono aggiustati spesso. Possiamo vederla come il “contenitore” che racchiude tutti gli annunci. Di solito, le campagne differiscono tra loro soltanto per obiettivo;
  • Gli ad set sono insiemi di annunci. Per ogni ad set puoi avere diversi tipi di creatività (foto, video, ecc.) e testo, ma hanno in comune budget, pubblico e posizionamento;
  • Gli annunci sono il “fante” dell’advertising su Facebook. Ogni annuncio è rappresentato da una creatività (foto, video, carosello, ecc.), un copy (il testo sopra l’inserzione) e un link verso una pagina di atterraggio.

Schema campagne Facebook Ads

Gli obiettivi di una campagna

Parlando tra imprenditori, l’obiettivo ultimo di una campagna pubblicitaria è aumentare l’utile dell’azienda. Però ci rammarica dirti che Facebook Ads non ha un pulsante “Fare soldi”: sta a noi capire come arrivarci.

Gli obiettivi che possiamo perseguire sono diversi. Quando creiamo una campagna, Facebook ci chiederà di scegliere tra:

  • Awareness: campagna rivolta a mostrare l’azienda alle persone, semplicemente con l’obiettivo di farci conoscere. Si articola in:
    • Brand awareness – per far conoscere il nostro brand;
    • Local awareness – per far conoscere il nostro brand in una certa area geografica;
    • Reach – per mostrare i nostri post a più persone possibile;
  • Considerazione: campagna che ha l’obiettivo di fare interagire le persone con la nostra azienda. I sotto-obiettivi sono:
    • Traffico – per portare visitatori al nostro sito web;
    • Engagement – per fare interagire le persone con i nostri post e la nostra pagina;
    • Installazione app – per far scaricare la nostra applicazione a più persone;
    • Visualizzazioni video – per mostrare i nostri video a più persone;
    • Lead generation – molto utilizzato, serve per farci avere i dati di contatto delle persone interessate al nostro prodotto o servizio.
  • Conversione: campagne che hanno l’esplicito obiettivo di vendere al cliente subito dopo che ha visualizzato la nostra inserzione. I sotto obiettivi sono:
    • Vendite – si spiega molto bene da solo 🙂
    • Vendite da catalogo – mostra un carosello di prodotti che l’utente può acquistare presso la nostra azienda;
    • Visite al negozio – invita i clienti a visitare i nostri punti vendita.

I veri obiettivi delle campagne su Facebook

Come abbiamo appena visto, hai ben 14 obiettivi tra cui scegliere quello ideale per la tua campagna. Sono parecchi.

Sei confuso? Non ti preoccupare, ti semplifichiamo subito la scelta. Di questi 14 obiettivi, 11 sono pressoché inutilizzati (o più sinceramente inutili). I 3 davvero efficaci sono:

  • Brand awareness: sembra fatto per far conoscere le piccole aziende, ma funziona bene al contrario. É utile soprattutto per le aziende già grandi, che vogliono ricordare ai loro clienti della loro esistenza;
  • Lead: questo è uno strumento molto potente, ideale per attirare l’interesse dei potenziali clienti e poi coltivarlo via mail o telefono;
  • Vendite: funziona bene per le aziende che vendono prodotti dal costo inferiore ai 50€, perché permette di attirare l’interesse delle persone e poi di concludere subito una vendita impulsiva.

Shh, non lo dire a nessuno! Molte aziende continuano a sprecare investimenti in campagne con obiettivi esotici o sbagliati, quindi conserva bene queste indicazioni preziose.

Sezione Targeting: scelta del pubblico

Dimentichiamoci di quella storia secondo cui un bravo venditore è in grado di vendere ghiaccio agli eschimesi. Un bravo venditore, se va al Polo Nord, lo fa per vendere stufe. O cappotti, insomma, ci siamo capiti.

Su Facebook funziona esattamente nello stesso modo! Di fronte a persone diverse, vendono meglio prodotti diversi. E grazie alla quantità notevole di informazioni che Facebook raccoglie sui suoi utenti, possiamo essere molto specifici nella definizione della nostra audience.

Vuoi raggiungere donne single con due gatti? No problem. Coppie sposate con figli dai 3 ai 6 anni che stanno programmando una vacanza? Basta chiedere. Studenti fuori sede con la passione per il fitness? Sia fatta la tua volontà.

Principalmente ci sono tre tipi di pubblico che puoi raggiungere su Facebook, spiegati singolarmente nei prossimi tre paragrafi.

1. Pubblico personalizzato

La prima cosa che puoi fare è scegliere manualmente le caratteristiche del tuo pubblico. Qui puoi sbizzarrirti, scegliendo liberamente:

  • Età
  • Sesso
  • Interessi
  • Condizione lavorativa
  • Orientamento politico e religioso
  • Situazione familiare
  • Abitudini di acquisto
  • Posizione geografica

E questi sono soltanto alcuni dei vari parametri che puoi utilizzare per perfezionare meticolosamente il pubblico a cui rivolgere le tue inserzioni.

Inoltre, per ogni campagna pubblicitaria, puoi scegliere di creare degli ad set che si rivolgono a fasce di pubblico diverse; lo vedremo meglio nella sezione dedicata all’A/B testing.

In ogni caso, è molto probabile che la tua prima campagna pubblicitaria utilizzi proprio un pubblico personalizzato come audience.

2. Retargeting

Hai lanciato la tua prima campagna rivolta ad un pubblico personalizzato, ma hai notato una cosa curiosa. Molte persone aggiungono i prodotti al carrello e poi non completano l’acquisto, oppure lasciano la loro email ma non leggono la tua newsletter.

Mmh, bisogna fare qualcosa per recuperare quelle persone. Sono così vicine al diventare nostre clienti, eppure così lontane!

Per fortuna possiamo raggiungerle con un pubblico di retargeting. “Ritargetizzare” significa proprio mostrare delle inserzioni ad un pubblico fatto di persone che hanno già interagito con noi.

Possiamo scegliere di ritargetizzare le persone che hanno:

  • Interagito con la nostra pagina;
  • Visitato il nostro sito;
  • Dimostrato interesse per i nostri post;
  • Visto i nostri video su Facebook;
  • Lasciato i loro dati di contatto nel modulo di una nostra campagna di lead generation;
  • Visitato una pagina specifica del nostro sito.

In questo modo potremo darle una spinta in più, e convincerle ad acquistare da noi.

Se vuoi ritargetizzare delle persone che hanno interagito con la tua pagina Facebook, non devi preoccuparti di nulla: ti basta selezionare il pubblico a cui sei interessato e sei pronto per lanciare la campagna.

Se invece vuoi ritargetizzare chi ha visitato il tuo sito, o una pagina specifica, dovrai premurarti di installare il Facebook Pixel. Ci sarebbe molto da dire sul pixel, ma in questa sede dobbiamo ridurlo ai minimi termini.

In somma sintesi, il pixel è un cookie (o brutalmente “pezzo di codice”) che puoi installare sul tuo sito per permettere a Facebook di tenere traccia di chi lo visita. Facebook ti permette di usare i dati raccolti dal tuo pixel per creare un pubblico a cui rivolgere le inserzioni.

3. Lookalike Audience

Una volta che hai lanciato le tue prime campagne, inizi ad avere dei dati solidi. Hai una bella lista di indirizzi email di persone che hanno comprato da te, oppure un pixel ben nutrito di dati di acquirenti.

Ora puoi portare questo gioco al livello successivo.

Utilizzando le Lookalike Audience, puoi creare un pubblico di persone simili a quelle che hanno comprato da te. Sarà direttamente Facebook a capire chi è simile ai tuoi clienti, usando la sua intelligenza artificiale.

Tu dovrai soltanto scegliere quanto vuoi che le persone raggiunte dalle inserzioni siano simili a quelle di partenza. Puoi scegliere un valore da 1 (molto molto simili) a 10 (vagamente simili).

Un fatto curioso è che molto spesso, i pubblici con maggiore somiglianza a chi ha già acquistato non sono quelli che funzionano meglio.

Quanto costa una campagna Facebook?

Questa domanda è tanto frequente quanto sbagliata. Se te la poniamo sotto un’altra ottica, lo vedrai subito.

Quanto costa giocare in Borsa?

Ecco.

Prima di tutto, bisogna distinguere i costi dagli investimenti. Le campagne Facebook sono un mezzo che, se gestito bene, serve a moltiplicare l’investimento in pubblicità con il ritorno economico.

E succede anche abbastanza in fretta; in molti casi, prima che arrivi la fattura di Facebook a fine mese, l’azienda che l’ha lanciata ha già ripreso i ricavi e la liquidità investiti grazie alle vendite generate con la pubblicità.

Quindi possiamo già metterla in un altro modo:

Quanto investire in una campagna Facebook?

Ora ci siamo più vicini, ma non ancora del tutto.

Vedi, a differenza degli investimenti in Borsa, una campagna Facebook non ha bisogno di attendere anni per dare i suoi frutti. Grazie al tracciamento dei risultati, bastano pochi giorni.

Di conseguenza, di solito si incomincia investendo cifre minime (es. 50€) e si osserva il risultato. Se è buono, si investe di più; se non è buono, si ritorna alla fase di progettazione della campagna.

Questi continui test sono l’anima dell’advertising online, dentro e fuori Facebook, ed è un bene che sia così. Grazie a questi test, infatti, il rubinetto degli investimenti si tiene aperto solo quando questi sono profittevoli.

Ora addentriamoci nell’argomento. In base a che cosa Facebook determina il prezzo che dobbiamo pagare per la nostra campagna?

Il concetto di asta: la base delle Facebook Ads

Gli spazi pubblicitari su Facebook sono limitati, e vengono venduti al migliore offerente. Dietro le quinte, dove noi non vediamo, un complesso algoritmo assegna gli spazi disponibili ai vari inserzionisti.

Ogni volta che vediamo una pubblicità su Facebook, realmente stiamo osservando il risultato di una competizione tra inserzionisti che hanno provato ad acquistarlo.

Ogni volta che una nostra pubblicità appare sulla bacheca di qualcuno, noi stiamo pagando a Facebook il prezzo che è stato necessario per vincere quello spazio.

Come sempre avviene nelle aste, il prezzo della visibilità delle inserzioni non è costante. Varia in base alla domanda e all’offerta di spazi pubblicitari.

La selezione del budget

Quando avviamo la nostra campagna Facebook, ci verrà chiesto quanto vogliamo investire. Siamo noi a deciderlo.

Abbiamo anche due opzioni tra cui scegliere:

  • Budget complessivo: indica quanto vogliamo spendere nell’arco di vita della nostra campagna;
  • Budget giornaliero: indica quanto vogliamo investire, giorno per giorno, per mostrare le nostre ads.

Di solito si parte con circa 15-35€ al giorno, per poi aumentare se i risultati ottenuti sono buoni.

Qui non vogliamo dilungarci in dettagli molto tecnici, ma in generale:

  • Partire con un budget troppo basso non fornisce risultati abbastanza indicativi;
  • Partire con un budget troppo alto ci fa ottenere performance inferiori a quelle che si ottengono partendo dal basso e aumentando gradualmente.

Bid Manuale vs Bid Automatico

Bid significa “offerta”. Possiamo gestire le nostre pubblicità, sostanzialmente, in due modi:

  • Lasciando che Facebook ottimizzi la nostra offerta nelle aste per gli annunci pubblicitari;
  • Impostando manualmente il prezzo che siamo disposti a pagare per ogni spazio.

La prima opzione è il bid automatico, la seconda è il bid manuale.

Ci sono anche tre tipi di bid tra cui scegliere:

  • Bid per click: ci permette di ottimizzare la nostra offerta in base al costo per ogni click che otteniamo sul nostro annuncio;
  • Bid per impression: ci permette di ottimizzare la nostra offerta per il costo necessario ad ottenere 1.000 visualizzazioni del nostro annuncio, indipendentemente da quante persone ci cliccheranno sopra.

Quale scegliere tra queste opzioni? La risposta è test, test, test.

Per la serie repetita iuvant, diciamolo di nuovo: i test sono l’anima delle Facebook Ads.

In ogni caso, è probabile che in un primo momento imposteremo un bid automatico. Dopo aver analizzato i dati relativi al bid automatico, di solito si passa ad un bid manuale più ottimizzato.

Mediamente, considera che:

  • Il costo per ottenere 1.000 visualizzazioni di un annuncio Facebook in Italia è di 2-3€
  • Il costo per click medio è di 0,10-0,50€

Non sono dati ufficiali. Sono il semplice frutto di tanti anni di investimento in ads su Facebook, e sono assolutamente numeri di prima mano.

Bid vs Action cost

Nel paragrafo precedente ti abbiamo mentito. Non esistono soltanto i bid per click e per impression. O meglio, esistono solo loro due ma possiamo essere ancora più specifici nel chiedere a Facebook di ottimizzare la nostra campagna.

Possiamo scegliere di impostare un costo massimo per il raggiungimento di un obiettivo personalizzato. Ad esempio:

  • Visualizzazione della pagina di atterraggio;
  • Compilazione di un modulo;
  • Acquisto di un prodotto;
  • Aggiunta di un prodotto al carrello;
  • Altri, meno utilizzati.

Possiamo dunque chiedere a Facebook di rispettare un costo massimo (es. 10€ per acquisto) e di usare questo parametro di riferimento per stabilire il nostro massimo costo per click e per impression.

Ricorda, però, che:

  • Facebook non fa miracoli. Se non riesce a raggiungere l’obiettivo che hai impostato con il budget che gli metti a disposizione, smetterà di mostrare le tue campagne;
  • Anche se in ultima analisi sono le vendite o i contatti di interessati che ci interessano, nelle prime campagne pubblicitarie è meglio scegliere obiettivi come click e visualizzazioni della landing page;
  • Spesso e volentieri, i costi per raggiungere un obiettivo avranno alti e bassi notevoli anche nell’arco di poche settimane.

Posizionamento delle inserzioni

Le Facebook Ads non vengono pubblicate soltanto su Facebook. Potrai mostrare le tue pubblicità anche su Instagram e su Audience Network. Quest’ultimo è un insieme di siti web e testate giornalistiche che collabora con Facebook noleggiando i suoi spazi pubblicitari.

La scelta del posizionamento è tutt’altro che irrilevante: ogni spazio ha il formato giusto da utilizzare, ed un tipo di creatività consigliato.

Se mischi una creatività molto efficace ad un targeting impeccabile, ma sbagli la scelta del posizionamento, potresti vanificare tutti gli altri sforzi.

Andiamo a vedere più da vicino le opzioni che abbiamo a disposizione.

Facebook

I formati pubblicitari disponibili su Facebook sono:

  • Feed: la tua inserzione verrà mostrata sulla feed degli utenti. La creatività più efficace in questi casi è solitamente un video, meglio se in formato quadrato o verticale;
  • Carosello video: se la tua creatività è un video, potrà essere mostrata nel carosello di video correlati quando un utente guarda un video qualunque su Facebook;
  • Messenger: da qualche tempo, Facebook ci permette di inviare messaggi sponsorizzati all’interno della sua chat. Normalmente funziona bene per le ricerche di mercato;
  • Sidebar: Facebook può mostrare la tua inserzione nella colonna destra del sito, per raggiungere gli utenti che stanno navigando da desktop;
  • Stories: non saranno popolari come quelle di Instagram, ma anche Facebook ha le sue storie. E possiamo usarle per fare advertising, utilizzando soprattutto video in formato rigorosamente verticale (9:16).

Instagram

Instagram appartiene a Facebook ormai da lungo tempo, ed è entrato nella sua orbita di advertising.

Su Instagram abbiamo a disposizione alcuni dei formati già visti su Facebook: feed, stories e carosello video.

In più abbiamo un format nativo: le discovery ads. Molto semplicemente, il tuo contenuto verrà pubblicato nella sezione “Esplora” di Instagram confondendosi molto bene tra i contenuti non sponsorizzati.

Nel caso delle discovery ads, per il massimo risultato consigliamo di utilizzare delle immagini come creatività.

Audience Network

Audience Network è un insieme di:

  • Siti web
  • Applicazioni
  • Giochi da mobile

Le tue inserzioni potrebbero essere pubblicate in formati diversi, ad esempio:

  • Feed – Inserite all’interno di un articolo;
  • Rewarded Video – L’utente potrà guardare il tuo video sponsorizzato all’interno di un’applicazione, ottenendo in cambio delle ricompense in-game;
  • In-Stream – Il tuo video sponsorizzato verrà riprodotto all’interno dell’applicazione usata dall’utente, come interruzione pubblicitaria.

Audience Network è un po’meno efficace, ma anche sensibilmente meno costoso dei piazzamenti premium sulla bacheca degli utenti. A seconda dei casi, può essere la scelta migliore come la peggiore in assoluto.

Creatività dell’inserzione, quale scegliere?

La creatività è la componente principale dell’articolo. Può essere un foto, un video, un carosello di foto o un carosello di foto e video.

Facebook, da questo punto di vista, vive di mode. In base a come viene strutturato l’algoritmo del momento, ci sono “epoche” di creatività più o meno efficaci.

Senza volerti raccontare tutta la storia di Facebook Ads dai suoi albori, saltiamo direttamente alle creatività che oggi (e presumibilmente nei prossimi due anni) si rivelano più efficaci.

Ne abbiamo solitamente di 3 tipi:

  • Immagini con colori fortemente contrastanti, molto strane, che attirano l’attenzione dell’utente e lo invogliano a leggere il copy dell’inserzione;
  • Video molto brevi e veloci, ricchi di stacchi e di immagini dinamiche che raccontano in una manciata di secondi -tipicamente tra 20 e 30- il succo dell’inserzione;
  • Video molto, ma molto lunghi -tipicamente sopra l’ora e mezza- con un webinar dettagliato e dal ritmo più lento.

In generale, ci sono due correnti di pensiero. Quella di chi pensa che la creatività debba attirare il più possibile l’attenzione dell’utente, e quella di chi pensa che invece debba massimizzare la quantità di informazioni trasmesse all’utente.

La verità? Funzionano entrambe, a seconda dei casi. E indovina cosa devi fare per scoprire quale sia il tuo cavallo vincente…

test, esattamente.

Scrivere del copy vincente

Il copywriting è un mondo ampio, che studia le migliori tecniche di scrittura orientata alla vendita e le applica in sequenza nelle inserzioni.

Le Facebook Ads sono diventate un nuovo grande inizio per questa commistione tra arte, scienza e creatività. Difficile racchiudere tutto in poche righe, ma ci proveremo.

In generale, assicurati di scrivere nelle prime due righe della tua inserzione qualcosa di direttamente correlato al problema che il tuo prodotto o servizio può risolvere.

Esempio: “I papà norvegesi usano questo trucco per insegnare l’inglese ai bambini (e loro si divertono)”.

Le headline (= “titoli”, in gergo tecnico) sono una scienza a parte, quindi ci sarebbe da scrivere una guida altrettanto lunga solo su questo tema. Tieni semplicemente da conto la questione del titolo correlato al problema.

Andando avanti, hai tre opzioni:

  • Lasciare che sia la tua landing page a spiegare di più su quello che proponi e tagliare corto sul copy;
  • Continuare la tua spiegazione, partendo dal problema e scendendo a valle verso il modo con cui il tuo prodotto/servizio è in grado di risolverlo;
  • Parlare in modo molto approfondito del problema nel copy, e rimandare la spiegazione del modo in cui il tuo prodotto/servizio lo risolve alla landing page.

Senza neanche avere bisogno di citarli, la risposta a questo enigma sono i test.

L’arte e il dovere dell’A/B Testing

Abbiamo perso il conto del numero di volte in cui i test sono già stati tirati in ballo in questa guida. Ma comunque non sono abbastanza!

Ecco un piccolo riassunto di tutte le componenti della tua campagna che devi ricordarti di testare, a più riprese, per ottimizzarla di volta in volta:

  • Pubblico
  • Placement
  • Budget
  • Bid
  • Creatività
  • Copy

Di volta in volta, non devi cambiare radicalmente la tua campagna. Altrimenti sarà molto difficile capire quale variabile abbia comportato dei miglioramenti o peggioramenti della performance.

Incomincia testando pubblici differenti, mantenendo uguali le altre variabili; prosegui testando placement diversi, mantenendo il pubblico che ha funzionato meglio e uguali a prima le altre variabili.

Poi testa budget usando il pubblico e il placement che ha funzionato meglio, e avanti così.

Ogni volta che fai un test, puoi anche scegliere -o meglio, dovresti- di testare più di due opzioni diverse.

In gergo tecnico, si dice che devi fare un continuo A/B Testing.

La pagina di atterraggio e le sue 1001 sfaccettature

La pagina di atterraggio è fondamentale. Per tutto il resto del tempo abbiamo costruito un’azione, ma la landing page è il tiro in porta.

Prima di tutto, bisogna evitare il tipico errore di scegliere la homepage del sito come pagina di atterraggio. La landing va creata in modo specifico, basandosi sul contenuto e il messaggio dell’inserzione.

Per funzionare al meglio, deve offrire al cliente un’offerta chiara e di valore fin dal titolo.

Esempio: “Rimuovi le rughe della fronte in 90 giorni oppure sei rimborsata”.

Ricordati che le persone hanno una diffidenza di base nei confronti dei messaggi pubblicitari. Attirale offrendo una formula di garanzia, come:

  • Soddisfatti o rimborsati
  • Campioni omaggio
  • Consulenza gratis prima dell’acquisto
  • Ecc.

Oppure, ancora meglio, costruisci un processo di vendita che non si concluda immediatamente con l’acquisto. Ad esempio, offri materiale informativo gratuito o un primo appuntamento senza impegno.

Cerca di avvicinare il cliente all’acquisto piano piano, senza forzare la mano.

Presenta con obiettività e dettaglio la tua offerta, e concludi con un bel call to action (la parte dove inviti l’utente a compiere l’azione).

Per favorire l’efficacia del tuo call to action, dai all’utente un motivo per agire subito. Ad esempio:

  • Offri uno sconto a tempo;
  • Avvisa l’utente che non potrà più compiere questa azione dopo una certa data;
  • Mostra il numero di scorte/appuntamenti disponibili rimasti;
  • In generale, metti pressione all’utente per non rimandare l’azione.

Parlandoci in tutta sincerità, comunque, è meglio affidare questo lavoro ad un copywriter di professione.

Scegli la nostra consulenza

Le Facebook Ads sono una miniera d’oro. E cosa faresti se trovassi una miniera d’oro in giardino?

Potresti prendere un piccone, un setaccio e mettere tutto il tuo olio di gomito nell’estrazione della tua prima pepita d’oro. Chissà, magari su Youtube si trova qualche tutorial.

Tre anni, seimila ore di lavoro, due ernie e trecentododici errori dopo avrai una piccola miniera semi-meccanizzata, che dipende ancora interamente dal tuo lavoro ma inizia a dare buoni frutti.

Oppure potresti dare in gestione la tua miniera ad un’azienda del settore, che in breve mette su una miniera hi-tech di ultima generazione e lascia che tu ti goda i profitti su una spiaggia in Messico, sorseggiando Mojito e giocando a racchettoni con la tua famiglia.

Niente errori, ernie, multe del comune. Esattamente come avviene per le Facebook Ads.

Potresti iniziare a bruciare allegramente il budget delle prime inserzioni, “Tanto sono le prime, succede”. Potresti studiare duramente un paio d’anni, mentre provi a perfezionarle, e così sarà -presto o tardi-.

Tre anni, 25.000€ andati via e 28 videocorsi confusionali dopo sarai un marketer provetto, pronto a gestire le ads della tua azienda che ti occupano comunque 3-4 ore al giorno.

Oppure clicca qui, contattaci e metti dei professionisti a gestire in modo ottimizzato le tue ads fin dal primo giorno.

Niente notti insonni pensando che appena sveglio proverai a cambiare la bid strategy, o temendo che il tuo Business Manager verrà bannato perché ti sei dimenticato di includere la privacy policy sotto il modulo di contatto della landing page.

E nel frattempo ricevi report periodici con un’analisi completa e dettagliata del lavoro fatto, dei risultati ottenuti e delle strategie per il futuro. Così hai comunque il pieno controllo degli investimenti della tua azienda.

5 Consigli per mettere una marcia in più alle tue ads

Una buona parte dei nostri clienti ci ha contattato dopo aver provato a lanciare una campagna in prima persona, senza ausilio o con l’aiuto di altri consulenti.

Osservando le loro mosse, possiamo dire che le 5 motivazioni principali per cui le loro inserzioni non hanno funzionato sono evidenti. E da queste abbiamo tratto cinque consigli utili per le tue campagne Facebook:

  1. Gli iPhone registrano bene, ma non basta per creare un video professionale. Un video pro-level, in grado di andare là fuori e mantenere davvero l’attenzione di chi lo guarda, deve avere un montaggio e una color correction fatte a dovere. Investi del tempo nell’editing, o chiama qualcuno che se ne occupi;
  2. Prima di aver speso 500-1.000€, un Business Manager è molto più soggetto alla revisione e alla disapprovazione delle inserzioni. Nel peggiore dei casi queste possono portare ad un ban permanente del BM. Leggi e rileggi le policy sulle inserzioni di Facebook almeno 10 volte prima di lanciare la tua prima campagna;
  3. Elimina ogni preconcetto. Testa tutto, anche e soprattutto quel che credi non possa funzionare;
  4. Assicurati che il tempo di caricamento della tua landing page non superi mai, neanche per scherzo, i 5 secondi. Punta comunque ad un tempo non superiore ai 2,5 secondi (uno strumento utile e gratuito per testarlo lo ha creato Google);
  5. Pubblica regolarmente sulla tua pagina aziendale, e inserisci anche lì dei call-to-action rilevanti. Un discreto numero di persone cliccherà sul nome della tua pagina anziché sulla landing page, una volta vista la tua inserzione.

Ora va’e conquista, è arrivato il tuo momento. Oppure scrivici, e conquisteremo insieme.

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